giovedì 27 gennaio 2011

LA PERSECUZIONE DEI DISABILI

Le teorie e le prassi razziste, vessatorie, persecutorie e infine omicide sviluppatesi e applicate dal nazismo non colpirono soltanto gli ebrei. Tra le altre vittime i Rom, gli omosessuali ,i dissidenti politici, i disabili fisici e psichici.
Nella Germania di Hitler, al fine di colpire questi ultimi, fu attivato un programma denominato Aktion T4 (T4 è l’abbreviazione di “Tiergartenstrasse 4” , l’indirizzo del quartiere di Berlino dove era situato il quartier generale del programma.)
Se gli ebrei erano considerati nemici “attivi” del popolo tedesco, i disabili fisici e psichici erano invece considerati nemici “passivi”: un peso per il popolo e per lo Stato, che spendeva soldi per mantenere in vita “persone la cui vita non era degna di essere vissuta”, secondo la tetra definizione coniata in una pubblicazione del 1920 dal giurista Karl Binding e dallo psichiatra Alfred Hoche.
Alla base teorica di Aktion T4 vi era la teoria eugenetica, sviluppatasi a cavallo tra l’‘800 e il ‘900. Essa concepiva ogni nazione come comunità il cui miglioramento dipendeva dall’estinzione delle cellule germinali (ossia, appartenenti al patrimonio genetico) “degenerate”.
La via nazista all’applicazione della teoria eugenetica fu la soppressione o sterilizzazione delle persone malate.
La legge per la “prevenzione di progenie affetta da malattie ereditarie” del 14 luglio 1933 introdusse obbligatoriamente la sterilizzazione per i portatori di malattie considerate ereditarie, come l’epilessia, la schizofrenia, le psicosi, l’oligofrenia, e le infermità fisiche congenite come cecità o sordomutismo. Nella lista era inoltre contemplato l’alcolismo cronico. Si calcola che tale norma abbia portato alla sterilizzazione di 300.000 – 400.000 persone, circa lo 0,5 per cento della popolazione tedesca dell’epoca.
Il 18 ottobre 1935, un mese dopo la promulgazione delle leggi razziali di Norimberga, entrò in vigore la “legge sulla salute del matrimonio”, che proibiva l’unione se uno dei fidanzati soffriva di una malattia tra quelle contemplate nella legge per la sterilizzazione. Da allora le coppie dovettero presentare un certificato di idoneità al matrimonio per ottenere la licenza necessaria.
Ma avvicinandosi la guerra, fu avviata una vera e propria politica interna di sterminio. Per iniziativa dello stesso Hitler, che nell’ottobre del 1939 accordò il permesso di procedere all’eliminazione di quei malati giudicati “critici”, anche con la motivazione di liberare letti di ospedale da destinare ai soldati provenienti dal fronte.
In realtà il Reich destinava magre risorse ai cronicari e all’assistenza e cura delle persone con disabilità: alla base degli omicidi perpetrati da Aktion T4, impropriamente definiti “eutanasia” (i nazisti, a scopi propagandistici, parlavano di “morte dolce”), non vi era la volontà di abbreviare la vita di persone sofferenti, ma il raggiungimento di uno scopo coerente con l’ideologia nazista. Le persone colpite da disabilità fisiche e mentali costituivano infatti una minaccia per l’immaginaria perfezione della cosiddetta razza ariana.
All’inizio, il progetto T4 si concentrò sull’eliminazione dei bambini disabili: medici, levatrici e ospedali li segnalavano al servizio sanitario pubblico, che trasmetteva i moduli di denuncia al Comitato del Reich, i cui medici selezionavano i bambini per il programma di eliminazione, che avveniva tramite barbiturici.
In seguito si passò all’eliminazione degli adulti, secondo una procedura simile: il ministero degli Interni del Reich obbligò gli istituti che ospitavano disabili a segnalare i pazienti tramite apposititi questionari. La selezione di chi doveva essere eliminato avveniva poi attraverso la valutazione delle schede, effettuata da circa quaranta psichiatri al servizio del programma: un organico molto ristretto, che portò a decisioni sommarie, prese in fretta e molto arbitrarie. Per l’uccisione degli adulti, si utilizzarono le camere a gas, funzionanti in apposite strutture che in seguito vennero utilizzate anche per la “soluzione finale” contro gli ebrei. Si può dire che la modalità di sterminio da parte dei nazisti delle persone con disabilità precorse metodi e tecnica dell’eliminazione degli ebrei.
Alle famiglie delle vittime veniva inviata un’accurata documentazione, falsificata e fuorviante, che testimoniava le circostanze della morte dei loro congiunti: il governo tedesco sapeva dell’impopolarità del progetto e durante tutto il periodo della sua attuazione tentò di mistificare e sorvolare su quello che a tutti gli effetti fu uno sterminio di massa di cittadini tedeschi.
Si calcola che fino all’agosto del 1941 – quando Hitler fu costretto a ordinare l’interruzione della campagna omicida a causa dell’avversione dell’opinione pubblica e delle Chiese – furono uccise circa ottantamila persone.
Ma il progetto T4 non si fermò. Nei suoi principi Hitler credette sempre: Aktion T4 continuò in maniera segreta e sotterranea fino al 1945, causando la morte di altre decine di migliaia di persone.

da: http://www.spoletocity.com/?page=articolo&id=1753

3 commenti:

  1. Ciao Anna, davvero orrenda questa persecuzione verso i più deboli.
    E' quasi impossibile credere che degli esseri umani possano comportarsi in questo modo.
    Dobbiamo fare in modo che queste cose non accadano più.
    Ti auguro una buona giornata.

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  2. Follia. Vera follia. Vigilare si deve, però!

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  3. ciao passavo di qui
    Michele pianetatempolibero

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